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giovedì 4 aprile 2013

I maccheroni stuzzicati da finocchi arrosto e pasta d'oliva

Finalmente degli amici alla mia tavola!!! Era un bel po' di tempo che con Anna e Pietro non ci ritrovavamo a tavola insieme. I loro impegni di lavoro e anche un trasloco di mezzo, una di quelle sfacchinate che, si, ti ridanno energia, nuova casa, nuovo punto di partenza ma…ti sfiancano all'ennesima potenza! Così lo scorso sabato avevo in programma di andarli a trovare al mercato, li chiamo per essere sicura, visto la giornata piovosa e quasi invernale, che fossero a Civitanova Marche con il loro banco. È stata una sorta di telepatia, non faccio in tempo a comporre il numero che mi risponde Anna e mi chiede se potevo invitarli a pranzo, avevano bisogno di coccole e chiacchiere tra "Amici"…mi sono messa subito in azione! Ho chiamato Nadia, l'altra nostra amica/sorella, e…chi apparecchiava e chi spadellava…c'era una confusione di quelle famigliari che sei sazia solo a starci dentro. 
Anna e Pietro li riconosci subito nella confusione del mercato, sono coloratissimi e solari! Hanno bigiotteria e abbigliamento ma non le solite cose che trovi ovunque, hanno cose particolari anche di piccoli laboratori di sartoria che Anna scova con le sue minuziose ricerche. Sono i miei amici da una vita, dalla mia vita a Milano e hanno scelto di venire a vivere nelle Marche!
Ingredienti
350 gr di Maccheroni Mancini
2 finocchi
2 scalogni
2 cucchiai di crema di olive nere
Olio EVO
un mazzetto di maggiorana e origano
un mazzetto di erba cipollina
2 cucchiai di semi misti
2 spicchi d'aglio
1/2 cucchiaino di peperoncino in polvere, dipende da quanto è piccante
sale


Quando utilizzo i finocchi per una pasta o un contorno mi piace cuocerli in forno, il sapore si esalta e rimangono più asciutti, poi li aggiungo alla pasta o ripassandoli in padella o appena tolti dal forno.Capisco che c'è un passaggio in più che puoi tranquillamente risolvere cuocendoli direttamente in padella.
Pulisci i finocchi, tagliali a metà e poi a dadi non troppo piccoli, mettili in una ciotola, condisci con un poco d'olio, le foglioline di maggiorana e origano, un ciuffo di erba cipollina tagliuzzata e  una presa di sale, mettili in una teglia in un solo strato e fai cuocere per 6 minuti in forno riscaldato a 200°. In una padella fai dorare leggermente gli scalogni e gli spicchi d'aglio sbucciati tagliati a fettine con poco olio e il peperoncino, fai insaporire. Aggiungi i finocchi già cotti in forno e cuoci per un paio di minuti
Unisci la crema di olive e un poco dell'acqua di cottura della pasta. Aggiungi la pasta scolata, che sia abbastanza al dente. Mescola bene e fai insaporire per un paio di minuti su fuoco vivace, non far asciugare troppo la pasta e se necessario bagna con un poco d'acqua di cottura della pasta
Impiatta, completa con l'erba cipollina rimasta tagliuzzata e i semi misti e…
Buon Appetito!
















sabato 30 marzo 2013

Le Pappardelle carciofose

Quando ero piccola trascorrevo parecchio tempo da zia Gigina sopratutto in estate, mamma era impegnata con babbo nel lavoro del bar così io andavo in trasferta a Corridonia in compagnia di mia cugina e gli altri cugini e supervisionata da zia. Come ho già detto, io e Stefania passavamo parecchio tempo in cucina con zia e quando lei faceva la pasta fresca noi giocavamo con dei ritagli di pasta o ci dava un poco dell'impasto e, dopo averla lavorata, facevamo delle palline che poi schiacciavamo e la cuocevamo sul piano della cucina economica, un po' come fare delle piadine che poi mangiavamo come mangiavamo la pasta cruda mentre zia era alle prese con il matterello o bevevamo un uovo fresco.
Zia faceva delle sfoglie enormi, perfette, tonde, liscissime e mentre tirava la sfoglia eravamo intorno al tavolo ad ascoltare il rumore della pasta in lavorazione. E poi saliva alle camere e stendeva la sfoglia, noi le chiamavamo in dialetto le pannelle, sui letti coperti da lenzuola candide, era una poesia e il ricordo è vivido. Ma la poesia svaniva quando zia tornava a prenderle e, chissà come, il bordo era tutto frastagliato! E in quel momento noi ci nascondevamo, a volte anche sotto il letto, per sentire zia che urlava…se vi prendo!!!!!!…e giù a ridere ma con la paura che se ci avesse prese in quel momento ce le avrebbe date di santa ragione, ma ormai zia sapeva come sarebbe andata, era diventato un gioco, anche perché non eravamo le uniche a togliere dei pezzi di pasta cercando di seguire la circonferenza pensando che non ci avrebbe scoperte. Anche i miei cugini o mio fratello andavano pazzi per la pasta cruda.
Ci piaceva anche mangiare la pasta mezza cruda e la scusa era quella di sentire se era arrivata a cottura ma quello che avevo dimenticato, fino a oggi, mentre cuocevo le pappardelle di Luciana Mosconi, era l'odore della pasta in cottura e dell'acqua di cottura, che alla fine usavamo per lavare i piatti. È stata veramente una sorpresa che mi ha riportata indietro di…un tot di anni, diciamo più di 45, e dopo aver scolato la pasta ho chiamato mamma e le sono andata incontro con la pentola piena d'acqua ed entusiasta per farle sentire l'odore, l'odore buono di casa!
Ingredienti
4 matassine di Pappardelle Luciana Mosconi
250 gr di carne macinata
2 carciofi
2 scalogni
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto aromatico con salvia, rosmarino, origano
3 rametti di origano 
2 dl di vino bianco
Brodo vegetale, di carne o acqua
1 o 2 limoni oppure aceto bianco
Olio EVO
pecorino
sale, pepe

Pulisci i carciofi, togli le foglie esterne più dure, spuntali, tagliali a meta e poi a fettine, . Metti le fettine in una ciotola con acqua e il succo dei limoni per non farli annerire
Fai rosolare la carne in una padella ben calda con poco olio e il mazzetto aromatico
Aggiungi lo scalogno e l'aglio sbucciati tritati grossolanamente e fai dorare, mescola di tanto in tanto
Unisci i carciofi scolati e strizzati, fai insaporire per un paio di minuti, sfuma con il vino e fai evaporare. Bagna con un paio di mestoli di brodo e fai cuocere su fuoco alto per 5/8 minuti, sistema di sale e pepe
Cuoci la pasta per 3/4 minuti, uniscila al ragù e fai insaporire aggiungendo un po' d'acqua di cottura della pasta se necessario
Impiatta, completa con le foglioline di origano, il pecorino grattugiato e…
Buon Appetito!






















giovedì 21 marzo 2013

Fusilli bucati corti con bietole, mais e pesto di nocciole

Ingredienti
300 g di Fusilli bucati corti Garofalo
250 g di bietole
40 g di mais
2 scalogni
1 lime
3 spicchi d'aglio
un bel mazzetto di prezzemolo
6 rametti di maggiorana
30 g di nocciole
30 g di Parmigiano grattugiato
1 peperoncino
olio EVO
sale
Pulisci le bietole, dividi le coste dalle foglie, taglia le coste in due o tre pezzi, dipende dalla lunghezza, poi a bastoncini e in una padella con un paio di cucchiai d'olio falle appassire con gli scalogni sbucciati e tagliate a fettine sottili, due spicchi d'aglio tritato e il peperoncino spezzato, poi unisci il mais, il succo di lime e fai insaporire per un paio di minuti. Aggiungi le foglie tagliate grossolanamente, mescola di tanto in tanto. Butta la pasta
Metti in un bicchierone le nocciole tritate grossolanamente, le foglie di prezzemolo e di maggiorana, il Parmigiano, 1 spicchi d'aglio,  dell'olio e un pizzico di sale, con il frullatore ad immersione ottieni un pesto, se necessario aggiungi un poco di acqua di cottura della pasta per allungare il pesto
Scola la pasta al dente e versala nella padella con le bietole e il mais, bagna con dell'acqua di cottura della pasta e porta a cottura su fuoco alto senza far asciugare troppo la preparazione, mescola e sistema di sale. Togli dal fuoco, condisci con il pesto, impiatta e…
Buon appetito!























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